10 giorni con il maestro Ariga: day 1

Anche questa mattina un po’ di turismo. Dato il tempo piovoso ho deciso di rifugiarmi in un museo, ed ho scelto il museo Fram. Prende il suo nome perché all’interno vi è conservata questa nave che è stata protagonista di una missione di esplorazione della corrente del polo nord prima e poi di altre missioni. Interessantissima la storia delle spedizioni per l’esplorazione geografica e scientifica del polo artico ed antartico. Persone incredibili, coraggiose, forse spesso ai limiti dell’incoscienza ma anche preparatissime e con una mentalità aperta al nuovo, al diverso, ne è un esempio lo studio e la comprensione del vivere degli inuit che invece erano considerati dei primitivi dagli altri europei. E poi la sera la lezione del maestro Ariga, un’ora e mezza per gettare le fondamenta del suo lavoro tipico e di quello che probabilmente proporrà durante il seminario del finesettimana. Routine numero 1, per trovare la posizione neutra, o gravitazionale o semplicemente confortevole. Alzarsi e risalire dalla posizione di seiza, come le donne ninja kunoichi, per imparare a mantenere l’asse costantemente. L’uso del bacino e della sua retroversione per riuscire a restare neutri nella postura anche quando a causa dell’attacco riceviamo una sollecitazione asimmetrica. Un lavoro su ikkyō, o ad esso riconducibile per ritrovare l’allineamento delle braccia-centro-gambe su Uke. L’importanza dell’allineamento di uke e del nostro centro, così che ci sia scambio di energia. È l’inizio di tanto lavoro che, anche se a volte ho già sentito e visto, ogni volta credo di comprendere e di assorbire di più.

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